8 Marzo 2015: Le Mozioni a favore delle Donne

8 Marzo 2015: Le Mozioni a favore delle Donne

Nel corso della XVII legislatura il Gruppo PD ha presentato 139 mozioni. Di seguito l’elenco di quelle che focalizzano l’attenzione sulle donne:

Mozione n. 1-67 – Contrasto alla violenza contro le donne – approvata il 4/6/2013

La Camera tra i suoi primissimi atti ha approvato all’unanimità la ratifica della Convenzione di Istanbul, in segno di sensibilità ai temi che riguardano la condizione delle donne vittime di violenza. La convenzione indica le diverse gravi forme di violenza – la violenza domestica, le molestie sessuali, lo stupro, il  patrimonio forzato, i delitti commessi in nome del cosiddetto «onore» e le mutilazioni genitali femminili – che costituiscono una grave violazione dei diritti umani delle donne e il principale ostacolo al raggiungimento della parità tra i sessi. È per questi motivi che la mozione approvata all’unanimità impegna il governo ad adottare, prioritariamente, ogni iniziativa normativa volta a recepire nell’ordinamento interno, quanto contenuto nella Convenzione di Istanbul; a predisporre e attuare un nuovo piano nazionale antiviolenza; ad istituire un Osservatorio permanente nazionale, nonché a favorire una corretta formazione di tutti gli operatori sanitari, sociali, del diritto e delle forse dell’ordine coinvolti, al fine di assicurare alle vittime aiuto e supporto adeguati.

Mozione n. 1-74 – Obiezione di coscienza in campo sanitario – approvata l’11/6/2013

Nonostante i buoni risultati che emergono dalle relazioni annuali sullo stato di attuazione della legge,n. 194 del 1978, secondo i quali il nostro Paese ha visto negli anni una progressiva riduzione del ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza, l’applicazione della norma ha trovato, tuttavia, recentemente un ostacolo nel sempre maggior ricorso all’obiezione di coscienza del personale sanitario.  È per questi motivi che la mozione PD impegna il governo a dare piena attuzione alla legge del 1978, a predisporre tutte le iniziative utili affinchè si attui il diritto della donna ad una scelta libera e consapevole; a promuovere la diffusione della presenza sul territorio nazionale dei consultori familiari, quale strumento essenziale per le politiche di prevenzione e di promozione della maternità/paternità libera e consapevole.

Mozione n. 1-409 Parità di genere nello sport – approvata il 26/3/14

Il 26 marzo la Camera ha approvato la mozione unitaria che impegna il Governo e le istituzioni sportive a recepire, nell’ordinamento italiano, gli indirizzi della Carta dei diritti delle donne nello sport. Il Governo dovrà predisporre tutte quelle iniziative economiche e normative necessarie affinché vi sia un’effettiva promozione delle pari opportunità nella pratica sportiva, nella fruizione paritaria degli impianti sportivi, nella ricerca di strumenti utili a promuovere la partecipazione femminile alle varie discipline sportive e ai processi decisionali attraverso l’inclusione delle donne nelle posizioni di dirigenza degli organismi federali delle varie discipline sportive.

 

Mozione 1-615 – Politiche di genere – approvata ’11 .11. 2014

Il consolidamento e l’affermazione della cultura di parità, delle pari opportunità e dei diritti delle donne sono entrati, negli ultimi anni, di diritto tra le priorità e tra gli obiettivi strategici per l’azione del Governo italiano e delle istituzioni internazionali ed europee, affermandosi come importante principio trasversale delle politiche pubbliche. Per affrontare l’impegnativa sfida ad incrementare l’occupazione femminile è necessaria una valutazione attenta dell’impatto che la crisi economica e sociale in atto sta producendo sulla situazione occupazionale e sulla qualità della vita delle donne italiane: è da tempo noto, infatti, che il sistema economico italiano è caratterizzato da un basso grado di coinvolgimento della popolazione femminile in età attiva nel mercato del lavoro, un dato molto distante da quello dei Paesi dell’Unione europea comparabili all’Italia per livello di sviluppo economico. Alla luce di tali considerazioni, la mozione presentata dal gruppo PD e approvata dall’Assemblea, impegna, in particolare, il governo: a promuovere l’istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri di una task force con l’obiettivo, tra gli altri, di programmare interventi per l’occupazione femminile e misure in favore della conciliazione vita-lavoro per uomini e donne; a promuovere, nell’ambito del programma del Governo, la realizzazione di una conferenza nazionale finalizzata ad individuare gli obiettivi e le azioni che il Governo, le amministrazioni pubbliche, gli attori economici e sociali devono condividere e realizzare per la crescita dell’occupazione femminile; a realizzare azioni di cooperazione internazionale per promuovere la tutela dei diritti delle donne nei Paesi del sud del mondo ed in via di sviluppo, con il fine di contribuire ad una crescita equa e sostenibile; a promuovere il fondo nazionale per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile e a monitorare la piena attuazione del decreto del Presidente della Repubblica del novembre 2012 sulla parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo nelle società pubbliche, affinché sia garantita la presenza delle donne nella pubblica amministrazione e nelle società pubbliche.

Mozione n. 1-108 – Infanzia – approvata il 19/11/2013

L’Italia è agli ultimi posti in Europa per quanto riguarda il benessere e i diritti dei bambini. La politica deve mettere al centro il tema della povertà infantile. Il governo si è impegnato a definire una strategia nazionale che contrasti le diverse manifestazioni di povertà infantile e il grave fenomeno della dispersione scolastica e ad assumere iniziative per evitare che finanziamenti e obiettivi concordati con Regioni, ed Enti locali, vengano disattesi. Inoltre, il governo si è impegnato a garantire i diritti di cittadinanza – come il diritto all’istruzione, il diritto alla fruizione delle mense scolastiche e il diritto al trasporto pubblico – nonché ad assumere iniziative per rifinanziare la legge sull’infanzia e l’adolescenza del 1997, nei limiti di vincoli di bilancio, e a mettere a sistema le buone prassi già esistenti sul territorio nazionale. Il tema è stato posto all’ordine del giorno in concomitanza della giornata internazionale dell’infanzia.

Mozione n. 1-427 Violenza, abuso sessuale sui minori adescamento tramite internet – approvata il 6/5/14

Via libera dell’Aula della Camera alla mozione di maggioranza sul contrasto alla pedofilia, con particolare riferimento alle iniziative volte a prevenire l’abuso sessuale e l’adescamento dei minori commessi tramite internet. Il voto arriva nella giornata mondiale per il contrasto della pedofilia. La mozione presentata dal PD e sottoscritta dai gruppi di maggioranza e da SEL, chiede al Governo di predisporre un sistema di raccolta dati e di monitoraggio del fenomeno della violenza sui minori, fenomeno particolarmente allarmante se si considera che nel 90% dei casi la violenza avviene in famiglia, il più delle volte gli abusi sono commessi da padri e nonni e il 68% delle vittime sono bambine. Altro fenomeno particolarmente preoccupante è quello relativo al turismo sessuale rispetto al quale in Italia si registrano circa 80 mila viaggi ogni anno. L’atto di indirizzo impegna altresì l’Esecutivo al potenziamento degli strumenti investigativi in dotazione alle Forze dell’ordine e alla concessione alla Polizia postale della possibilità di condurre indagini con attività sottocopertura per l`adescamento dei minori in rete.

Mozione n. 1-209 Minori stranieri non accompagnati – approvata il 24/6/14

Il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, «Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero», disciplina, tra l’altro, le modalità di soggiorno dei minori stranieri sul territorio dello Stato, prevedendo che i minori non accompagnati che arrivano nel territorio nazionale vengano accolti nei centri di primo soccorso e accoglienza, identificati e lì ospitati per un tempo non superiore alle 48 ore e destinati poi a strutture di accoglienza. Nell’ambito delle migrazioni, i minori rappresentano un gruppo particolarmente vulnerabile: hanno alle spalle viaggi talvolta di anni, arrivano in Italia spesso dopo aver vissuto violenze di ogni tipo e sono facile preda dei circuiti di illegalità, soprattutto se non si attiva, fin dal momento del loro arrivo, una rete coordinata di protezione e di sostegno. Da molti anni l’Italia affronta l’accoglienza di tali minori in termini di emergenza, senza una chiara definizione di competenze e di responsabilità degli attori coinvolti. Esistono in Italia esperienze di eccellenza nell’accoglienza dei minori migranti, ma, nonostante l’impegno di molti sia all’interno delle istituzioni che nelle reti associative e di volontariato, ancora oggi i diritti essenziali dei minori stranieri non accompagnati non sono sempre rispettati: dal diritto al riconoscimento della minore età a quello ad un’accoglienza decorosa, dal diritto alla nomina di un tutore alla possibilità di essere ascoltati nelle scelte che li riguardano. Alla luce di tale grave situazione, la mozione di maggioranza approvata dall’Assemblea, impegna il Governo a ricercare una soluzione che non sia di tipo emergenziale ma affronti in maniera organica – anche sul piano normativo – il fenomeno, nel rispetto delle norme internazionali, quali la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo; a dare soluzione alle difficoltà connesse a procedure e prassi territorialmente eterogenee per quanto riguarda l’identificazione all’arrivo, le tempistiche, le condizioni di accoglienza, i casi di sovraffollamento, il profilo professionale degli operatori e la predisposizione di servizi di mediazione culturale, nonché l’attività informativa riguardo alla possibilità di presentare domanda di asilo; ad assumere iniziative per introdurre l’istituto dell’affidamento familiare internazionale, finalizzato al compimento di uno specifico progetto di carattere familiare, umanitario, sanitario, di studio o di formazione professionale, a sostenere a livello europeo, in particolare con l’avvio del semestre di presidenza italiano dell’Unione europea, la predisposizione di un piano europeo di accoglienza e inserimento nei diversi Paesi di destinazione di migranti, richiedenti asilo e protezione.

Mozione n. 1-326 Adozioni internazionali – approvata il 15/7/14

L’Italia ha ratificato la Convenzione dell’Aja del 1993 sulla tutela dei minori e sulla cooperazione in materia di adozioni internazionali. Con tale provvedimento, il nostro paese ha recepito nella sua legislazione, sulla base della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989, i principi fondanti sui quali si basa la tutela dei bambini privi di famiglia. In questi decenni, il delicato e complesso meccanismo dell’adozione, nonostante il recepimento di alcune modifiche frutto di trasformazioni sociali, continua a poggiarsi proprio su quei principi ispiratori, tra i quali: il rispetto dei diritti e il perseguimento del maggior interesse del minore, il concetto di sussidiarietà, il ruolo e la funzione dei diversi enti nel processo di adozione; il ruolo dei servizi sociali territoriali, quello dei Tribunali per i Minorenni e quello centrale della Commissione per le Adozioni Internazionali. La mozione impegna il Governo a mettere a punto tutti gli strumenti collaterali che permettono a una buona normativa, come quella italiana, di funzionare a pieno regime. Si chiede inoltre di continuare nel forte impegno che finora ha dimostrato su un argomento così delicato, e di dotare la Commissione adozioni internazionali di tutte le riserve necessarie a svolgere i compiti ordinari e straordinari, di rafforzare la capacità di cooperazione in tema di tutela dei diritti dei minori e di garantire la possibilità di stipula con quei Paesi con cui i rapporti sono più incerti, di erogare le risorse dovute per il triennio 2011-2013. La mozione impegna altresì il Governo a verificare la percorribilità di benefici fiscali per le coppie che adottano e, in modo particolare, per le adozioni di bambini con bisogni speciali e la semplificazione dell’iter burocratico per le procedure e i tempi per le adozioni.


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