ORFANI DI FEMMINICIDIO

ORFANI DI FEMMINICIDIO

L’APPROVAZIONE DI QUESTA LEGGE UN ATTO DI CIVILTA’ E GIUSTIZIA
IL Senato ha approvato, sul finire della legislatura, la legge che introduce nel nostro ordinamento maggiori tutele per tutti coloro che restano orfani in seguito ad un delitto compiuto in ambito domestico. Si tratta di un grande atto di civiltà e di giustizia nei confronti di tutte quelle bambine e quei bambini che vengono colpiti da una doppia perdita, perché per loro viene meno sia il genitore ucciso sia quello autore del delitto, e che sono costretti ad affrontare sia il dramma di quanto accaduto – a volte addirittura assistendo al delitto – sia una serie notevole di problemi e di difficoltà pratiche ed economiche. Le istituzioni hanno il dovere morale di farsi carico delle conseguenze che tali crimini determinano sui figli delle vittime. Con questa legge si introducono norme rilevantissime: il gratuito patrocinio alle vittime, sia in sede penale che civile, a prescindere dalla capacità di reddito; si equipara l’aggravante, per l’omicidio, delle relazioni personali, anche ai coniugi; si introduce l’obbligo di sequestro conservativo dei beni dell’autore di reato in presenza di figli minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti; l’assegnazione di una provvisionale senza aspettare la fine del processo penale a favore degli orfani di crimine domestico, quindi anticipando un sostegno economico agli orfani, sempre in attesa della conclusione del processo penale; la sospensione della successione ereditaria in pendenza di giudizio penale; la dichiarazione automatica di indegnità alla successione in caso di condanna definitiva; la sospensione di indegnità a succedere anche verso i figli che uccidono i propri genitori per accedere alla eredità; la sospensione del diritto alla pensione di reversibilità; la titolarità delle quote del genitore autore di reato rinviato a giudizio a favore dei figli delle vittime, quindi senza anche qui aspettare la conclusione del processo.
La violenza domestica, gli omicidi domestici e i femminicidi sono un fenomeno diffuso, che lo Stato ha il dovere di contrastare, sul piano culturale e giudiziario. La legge approvata oggi colma un vuoto normativo ma rappresenta soprattutto un grande passo avanti verso l’ampliamento della sfera dei diritti umani e civili.
In questa legislatura si è cercato di affrontare con grande determinazione il contrasto alla violenza maschile sulle donne. Dalla ratifica della ‘Convenzione di Istanbul’, al decreto 93/2013 contro il femminicidio e la violenza di genere, all’obbligo per le scuole di ogni ordine e grado di inserire nei piani triennali dell’offerta formativa azioni di educazione alla parità tra i sessi e di prevenzione della violenza di genere, al Piano Nazionale Straordinario contro la violenza di genere fino alla Commissione di inchiesta sul femminicidio.

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